Regolamento
Abbiamo stabilito poche e semplici regole per partecipare a questo nostro progetto.
Il Tema verrà annunciato all’inizio del mese e sarà attivo fino al ventesimo giorno.
Inviaci massimo 3 scatti (lato lungo 1080 px rinominandole con il nome del tuo profilo instagram esempio:tso1, tso2, tso3) all’indirizzo mail temadelmese@tso-art.com
Mano a mano che gli scatti verranno inviati li condivideremo nelle storie.
Una volta raccolte tutte le foto, verranno creati dei caroselli sulla pagina instagram, dove per una decina di giorni ci sarà la possibilità di votare ogni scatto.
Alla fine del mese le tre immagini più votate verranno condivise sul sito di TSO.
Divertiti con noi e mettiti alla prova! Per qualsiasi dubbio o se hai domande da rivolgerci, non esitare a contattarci.
il tema di questo mese è "Rituali".
RITUALI. Il tempo che torna, il gesto che resta
Ci sono gesti che non fanno rumore.
Tornano ogni giorno. Si infilano nelle nostre mattine, nelle sere, nei passaggi di stagione. Li ripetiamo senza pensarci, eppure sono loro a tenere insieme il tempo. I rituali non sono grandi eventi: sono battiti. Segnano il ritmo delle nostre vite.
Un rituale è una ripetizione che cambia. Sempre uguale, mai identica. Può rassicurare o inquietare. Può unire o isolare. Può essere sacro o profano, collettivo o segreto. È ciò che facciamo “come sempre”, ma anche ciò che inventiamo quando abbiamo bisogno di dare forma a qualcosa che sfugge.
Per questo il rituale è un tema potentissimo per l’arte. E per la fotografia, in particolare.
Perché fotografare è già un atto che si ripete. Tornare. Osservare. Aspettare. Scattare. Ancora.
Molti fotografi e fotografe hanno guardato il rituale proprio lì dove sembra non esserci nulla di speciale.
Rinko Kawauchi si muove nei gesti minimi, nella luce che ritorna, nei dettagli che durano un attimo e poi spariscono. Le sue immagini hanno il passo lento delle abitudini.
Hannah Starkey osserva i rituali urbani e sociali, fatti di posture, attese, silenzi condivisi nello spazio pubblico.
Larry Sultan entra nelle case, nei ruoli familiari, nei gesti che si ripetono fino a diventare rappresentazione.
Nei lavori di Miyako Ishiuchi, il rituale è ciò che resta: abiti, oggetti, tracce di gesti che continuano a parlare anche in assenza del corpo.
Accanto al quotidiano, c’è il rituale sacro. Quello codificato, collettivo, antichissimo.
Cristina García Rodero ha fotografato cerimonie religiose e feste devozionali in tutto il mondo, mostrando la forza fisica ed emotiva del gesto rituale.
Ferdinando Scianna, nei riti della Sicilia, ha raccontato la religione come teatro del corpo e della comunità, dove fede, tradizione e identità si intrecciano.
Graciela Iturbide ha mostrato come il sacro possa abitare il quotidiano, fondersi con il corpo, con la terra, con la vita.
Ma il rituale non è solo nel soggetto. È anche nel modo di fotografare.
Nella scelta di tornare sempre nello stesso luogo.
Di usare la stessa inquadratura.
Di lavorare per serie, lasciando che il senso emerga dalla ripetizione.
Nei tempi lunghi, che trasformano il gesto in traccia.
Nella luce osservata giorno dopo giorno, sempre uguale, sempre diversa.
Persino nel gesto di scattare con lo stesso strumento, nello stesso modo, come una pratica quotidiana.
Il rituale attraversa tutte le arti.
Le azioni estreme e ripetute di Tehching Hsieh fanno del tempo una materia viva.
La poesia di Patrizia Cavalli usa la ripetizione come ritmo del pensiero.
In fotografia, i rituali sono ovunque.
Nel caffè sempre alla stessa ora.
In una tavola apparecchiata come ieri.
In una processione che attraversa lo stesso paese da secoli.
I vincitori del tema del mese "Il Caos" sono.........